Jacopo Prina (Milano, 1971) si è diplomato in industrial design all’Istituto d’Arte di Monza. Si applica, dal 1992 al 2002, alla ceramica artistica con il proprio laboratorio a S. Sebastian, nei Paesi Baschi. Dal 2003 opera nei campi della pittura, scultura, installazione e fotografia. Al centro di una pratica eclettica pone la riflessione sul fare, sull’emergere della forma e sulla riduzione dell’immagine a segno. Le sue mappe policromatiche, metafora della mobilita’ contemporanea, s’ispirano a mappe satellitari, in cui la dinamica delle forme definisce percorsi obbligati, come in un videogame, con una forte dimensione ludica. Attraverso fotografia, o composizioni polimateriche con fili, ritagli di carta e stoffa e oggetti trovati, costruisce composizioni in cui gioco grafico e segno estetico concorrono ad una stratificazione polisemica. Sulla strada della scomposizione-composizione, declinata con molteplici materiali e poetiche, in Kelly Prina utilizza ritagli d’illustrazioni di cataloghi d’arte, i cui frammenti si ricompongono formando un nuovo disegno. Le didascalie, lasciate intatte e leggibili, entrano nel gioco grafico come segno estetico ma anche volontà di disvelamento della fonte resuscitata poi in altra forma.

Jacopo Prina ha partecipato ad Art Bag Alphanumerico con l’opera: Kelly, 2018.
Stampa a getto d’inchiostro, in 40 esemplari firmati e numerati da 1 a 40.

Jacopo Prina, Kelly, 2018